
IL TERRITORIO DI ANCONA
Il territorio anconetano spazia dalla straordinaria riviera del Conero a est (Portonovo, Sirolo, Numana) al Parco Naturale della Gola Rossa a ovest (con le stupefacenti Grotte di Frasassi), passando attraverso i borghi disseminati fra le dolci colline marchigiane (Loreto città famosa in tutto il mondo per la straordinaria basilica, la bella Jesi in cui nacque Federico II di Svevia, Osimo e Camerano con le suggestive grotte, Offagna con le sue famose feste medievali, la suggestiva Serra San Quirico, la bellissima Corinaldo, Castelfidardo patria della fisarmonica e il bel borgo medievale di Fabriano noto in tutto il mondo per la produzione della carta).

Il territorio della provincia di Ancona
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PARCO DEL CONERO

Con le sue baie di ghiaia bianca, le scogliere verdeggianti e il mare cristallino, il Conero è senza dubbio la perla marchigiana sul mare Adriatico.
Il Monte Conero è l’unica sporgenza (572 metri) sul mare Adriatico da Trieste al Gargano e, con le sue scogliere di falesia, interrompe la serie di spiagge lineari e sabbiose che caratterizzano la costa adriatica.
La famosa Riviera del Conero è parte integrante del più esteso Parco del Conero.
Il Monte Conero è il cuore dell’omonimo Parco Regionale, istituito nel 1987 e costituito da 5.800 ettari di area protetta. Tra i vari percorsi nella macchia mediterranea, si snodano corbezzoli, ginestre, pini, lecci e frassini. Il parco è il luogo ideale per gli appassionati di bird-watching, ma qui vivono anche cinghiali, volpi, ghiri, tassi, lepri e ricci.
Il Parco del Conero è delimitato a nord dalla città di Ancona, capoluogo di Regione e grande porto da cui salpano navi con destinazione Grecia e Croazia. Il limite orientale è segnato dal Mare Adriatico, mentre spostandosi verso l’interno si incontra la città di Camerano con le suggestive Grotte (vedi sotto). Percorrendo infine la litoranea verso sud, là dove cominciano le spiagge sabbiose tradizionali, la prima località balneare che si incontra fuori dal Parco è Porto Recanati, borgo marinaro situato nel Territorio di Macerata.
I più noti Comuni che ricadono nell’area del Conero si trovano dunque nel Territorio di Ancona e sono Portonovo con i ristoranti di alta qualità e le bellissime spiagge (spiaggia del Trave, Mezzavalle, la Baia e La Vela); la famosa località turistica di Sirolo, con la piazza centrale che si affaccia sul Conero e le bellissime spiagge dei Sassi Neri e delle due Sorelle; l’altrettanto famosa Numana, antichissima città picena ricca di reperti archeologici e di spiagge per tutti i gusti; infine Marcelli, piccolo centro turistico, caratterizzato da lunghe spiagge sabbiose.
Per info su paesi, spiagge e food / drink / night stay nel Parco del Conero vedi: Conero e riviera.
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SENIGALLIA

Forse la più elegante e certamente la più divertente città del litoraneo anconetano, Senigallia vanta la bella Spiaggia di Velluto, lunga e sabbiosa come molte spiagge del litorale adriatico, ma anche un bel centro storico: Foro Annonario, Portici Ercolani, Rocca Roveresca, Palazzo del Duca, Piazza Roma, Chiesa della Croce, Pinacoteca Diocesana, Area Archeologica La Fenice, Museo di Arte Moderna, dell’Informazione e della Fotografia, Rotonda a Mare.
Senigallia offre anche una vita notturna vivace e una stagione estiva ricca di eventi: il più rinomato è senza dubbio il Summer Jamboree, che ogni agosto celebra il rock anni ’50 e attira appassionati da tutto il mondo (Info).
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

La Madonnina del Pescatore
chef Moreno Cedroni stella Michelin

Uliassi
chef Mauro Uliassi stella Michelin

Anikò
chiosco dello chef Moreno Cedroni; prezzo più accessibili

Antica Macelleria Canestrari
trattoria sotto i portici del Foro Annonario

Rosticceria Il Pescatore
rosticceria sotto i portici del Foro Annonario

Raggiazzurro
locale moderno, ristorante di pesce, buon rapporto qualità-prezzo

Antica Macelleria Canestrari
trattoria al Foro Annonario

Osteria del Teatro
locale accogliente e molto popolare

Out Of
cocktail bar

Batik Cafè
bar on the beach

Bora Bora
cocktail bar e balneare

Terrazza Marconi
hotel di lusso con spa e lounge bar davanti alla Rotonda

Hotel Palace
fronte mare

Hotel Cristallo
20 mt dal mare

La Parisienne
country house
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CORINALDO

A 20 minuti da Senigallia, è uno dei borghi più belli dell’entroterra marchigiano, con le mura lunghe 912 metri e la cittadella perfettamente conservata. Il borgo fu dominato dai Malatesta tra il 1366 e il 1440. Noto anche per il Festival Corinaldo Jazz (agosto; Info) e la Festa di Halloween (Halloween a Corinaldo), è parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. La città ospita il Santuario di Santa Maria Goretti, che qui nacque nel 1890. Scorci caratteristici, oltre a quelli lungo le mura, sono anche la Piaggia, una scalinata di 109 gradini che sale tra le case fino alla sommità del borgo, e la bella bouganvillea in Piazza del Cassero, accanto alla Chiesa del Suffragio.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Nova Taberna
ottima cucina sulla PIaggia

Osteria De Scuretto
ottima cucina sulla PIaggia

Locanda Bucci
ottimi hamburger sulle mura, accanto al teatro Carlo Goldoni

I Tigli
ristorante in ambiente ricercato in centro

Palazzo Meraviglie
hotel diffuso in centro
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CHIARAVALLE

A pochi chilometri da Ancona sorge la cittadina di Chiaravalle, luogo di nascita di Maria Montessori (1870-1952), educatrice, pedagogista, filosofa, medica e neuropsichiatra infantile, tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia e nota a livello internazionale per il metodo educativo che porta il suo nome, adottato in migliaia di scuole in tutto il mondo. I principi fondamentali del metodo montessoriano sono la libertà di scelta del percorso educativo, l’indipendenza e il rispetto per il naturale sviluppo psicofisico. Nella scuola montessoriana non sono previste classi divise per età né voti né compiti obbligatori; si interagisce con studenti di altre età e ci si scambia conoscenze, ci si auto-organizza e auto-valuta, ci si avvicina e si sceglie spontaneamente di approfondire le materie che più interessano. Un metodo innovativo, che ha anticipato tante scoperte fatte dalle neuroscienze a fine Novecento.
Il luogo di nascita della grande scienziata è un piccolo appartamento con quattro finestre affacciate su piazza Mazzini, 10. Dal 2021 la casa è stata trasformata in un interessante museo, Casa Montessori Chiaravalle, che conserva la dimensione domestica e la concilia con la dimensione scientifica e il pensiero cosmopolita, grazie ad apparati espositivi museali, dispositivi multimediali interattivi ed elementi di comunicazione tattile.

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OFFAGNA

Centro medievale parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, con la sua imponente rocca quattrocentesca, ospita ogni estate le sue famose feste medievali (Info), in occasione delle quali l’intero centro subisce una radicale trasformazione e, portando il visitatore indietro nel tempo, fino all’epoca medievale, «torna a rivivere la magia di quell’età di mezzo, che ancora oggi attrae i nostri sensi, con la forza dei suoi contrasti: colori sgargianti e atmosfere cupe, fastose cerimonie e lamentevole povertà, rozza baldoria e dolce religiosità».
Da visitare, oltre alla bellissima rocca e al suo museo, anche la Chiesa di Santa Lucia e il Museo di Scienze Naturali ‘Luigi Paolucci’, con ricostruzioni di tutti gli habitat naturali marchigiani.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Il Cresciolo
locale accogliente nel centro storico

Il Ristoro del Viandante
bed & breakfast in centro

B&B Madonna Carradori
bed & breakfast con piscina, a sud di Offagna

B&B Casa Soresina
bed & breakfast, a sud di Offagna

B&B La Collina Dorata
bed & breakfast, a sud di Offagna

B&B Il Punto Magico
bed & breakfast, a nord di Offagna
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CAMERANO

Il primo popolamento risale al neolitico (III millennio p.e.c.), mentre tra il 9° e il 3° secolo p.e.c. sono i Piceni a lasciare sul territorio tracce tangibili della loro presenza, seguiti dai Greci e dai Romani. Famose sono le Grotte di Camerano (Info), una vera e propria città sotterranea scavata nell’arenaria già a partire dall’epoca dei Piceni e poi ampliata nel corso dei secoli, nel sottosuolo del borgo che gradualmente si sviluppava qui sopra. La città è un labirinto lungo oltre 3 km, costituito da cunicoli e aperture scavati a varie profondità, fino a raggiungere i 20 metri.
Le grotte sono state tenute segrete dalla popolazione locale fino al Novecento e per questo esistono pochissimi documenti che ne raccontino la storia. Sono sicuramente state usate nel tempo come cava per ricavarne tufo per costruire gli edifici soprastanti e come magazzino per conservare le merci, ma anche come luogo di culto cristiano e pagano, centro di incontri segreti, rifugio per la popolazione durante le incursioni dei pirati saraceni e i bombardamenti della 2° guerra mondiale.
Le grotte sono ricche di abbellimenti architettonici (volte a cupola, a vela, a botte), sale circolari, colonne, bassorilievi, motivi ornamentali e simboli religiosi pagani e cristiani. Probabilmente all’inizio furono il rifugio delle popolazioni locali per difendersi da scorribande e attacchi da parti di popoli nemici, oltre che luogo per conservare cibi e vino. Poi, nel tempo, queste grotte hanno ospitato messe cattoliche, riti pagani, rituali massonici e incontri segreti delle famiglie più potenti della città. Le grotte hanno avuto quindi una vita parallela rispetto alla vita sovrastante, sviluppandosi in corrispondenza dello sviluppo della città di Camerano. Il nome stesso Camerano significa camerone, grande camera, grotta.
Info Camerano: www.turismocamerano.it
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Bistro Cucina & Vini
ristorante in centro, con vista panoramica

Caffè Letterario
poesia, musica e drinks in ambiente rustico

Piccolo Birrificio Agricolo Sangermano 18
brewpub

Saviotti
ristorante località Massignano, nel Parco del Conero, tra Camerano e Sirolo

Palazzo Ruschioni
boutique hotel in centro

Il Sassòne
country house tra Camerano e Poggio
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ROSSO CONERO

Camerano è un borgo incastonato tra le dolci colline della Riviera del Conero e il panorama è ricco di vigneti. Siamo nella patria del vino Rosso Conero, vino corposo di uva di Montepulciano. Di cantina in cantina è possibile degustare al meglio questo vino, che tutti gli anni, la prima settimana di settembre, diventa il protagonista della Festa del Rosso Conero: punti di ristoro, bancarelle, giochi di strada, momenti di degustazione fino a notte fonda.
Cantine consigliate: Moroder, La Calcinara, Le Terrazze, Marchetti, Andrea Giorgetti.
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OSIMO

Arroccata su un poggio a 265 m. slm, Osimo si estende su un territorio collinare. Popolazioni antichissime si sono succedute sul suo territorio, dai Piceni ai Greco-Siculi, dai Celti fino ai Romani. Proprio questi fondano la città, la dotano di mura possenti (174-175 p.e.c.) e nel 157 p.e.c. la elevano al rango di colonia. Conquistata dai Longobardi nel 728, passa poi sotto il dominio papale e nel 12° secolo si costituisce in libero Comune. Nel 15° secolo è soggetta alle signorie dei Malatesta di Rimini prima e di Francesco Sforza poi. Nel 1500 ritorna sotto il controllo papale, dove resterà, salvo la parentesi napoleonica, fino all’unificazione del Regno d’Italia nel 1861.
Da visitare la Cattedrale di San Leopardo del 5° secolo, la Basilica di San Giuseppe da Copertino, il Battistero, il Santuario della Madonna di Campocavallo, il Palazzo Comunale, il Teatro La Nuova Fenice, il Museo Civico e le suggestive grotte sotterranee scavate a partire dal 5° secolo. Il sottosuolo di Osimo è percorso in ogni direzione da una fitta rete di gallerie, cunicoli e ambienti sotterranei di vario tipo e dimensione, scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Utilizzate come cantine dei palazzi padronali da cui era possibile accedere, le grotte sono stata censite in epoca relativamente recente e sarebbero circa un centinaio, lunghe complessivamente 9 km e disposte su 5 livelli di profondità. Questo labirinto di cunicoli a misura d’uomo, che sfociano in volte a botte, nascono forse come cave per ricavare l’arenaria per costruire i palazzi della città, ma vennero poi usate come grotte sepolcrali o comunque scavate a scopo di culto sacro o pagano. Nelle grotte di Osimo, in particolare sotto Palazzo Fava Simonetti, troviamo l’impronta inconfondibile dei Templari, testimoniata dalla Triplice Cinta, un simbolo che i Cavalieri apponevano in luoghi per loro sacri. Le più famose sono le Grotte del Cantinone e di Piazza Dante. In queste ultime, troviamo altorilievi con una forte connotazione esoterica, probabilmente realizzati tra la fine del 18° e l’inizio del 19° secolo e attribuiti a personaggi storicamente legati alla carboneria e affiliati a logge massoniche, come il Conte Cesare Gallo. Ad ogni chiesa in Osimo corrisponde una cavità sotterranea e la più grande, detta appunto il Cantinone, è in corrispondenza della Chiesa di San Giuseppe da Copertino. È la cavità più grande ed era probabilmente un luogo in cui i frati si ritrovavano in preghiera, come testimoniato dai bassorilievi di carattere religioso nonché dall’immagine di San Francesco scolpita a grandezza naturale su un grande pilastro.

A Osimo si possono degustare eccellenti varietà di pasta di grano duro accompagnate da un bicchiere di Rosso Conero, uno dei 15 vini doc della regione Marche.
Tra gli eventi di rilevo che hanno luogo ad Osimo durante l’anno si segnalano la Fiera di San Giuseppe da Copertino (settembre; Info) e la Festa del Covo in località Campocavallo (agosto; Info). Il covo, espressione della cultura contadina, è un carro con una costruzione realizzata interamente con spighe di grano dai contadini del luogo. Da visitare in zona il bizzarro Santuario di Campo Cavallo, costruito tra il 1892 e il 1905. Info Osimo: www.osimoturismo.it.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Osteria dell’Arco Vecchio
osteria nel centro storico

Gvstibvs
osteria nel centro storico

Kokogena
drinks & music in ambiente accogliente

Ca’ Vecchia Beerstrot
food & beer con spazi all’aperto e vista panoramica; 10 min a ovest di Osimo

Marinelli
appartamenti in centro

Antico Pomerio
bed & breakfast in centro
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CASTELFIDARDO

Città della Fisarmonica. Sorta su un territorio già popolato dai Piceni ma fondata ufficialmente dai Romani verso la metà del 6° secolo con il nome di Castrum Ficardi, la città viene conquistata dai Longobardi e passa poi sotto il dominio papale. Nel 12° secolo si costituisce in libero Comune, come attestato da un diploma firmato da Federico II di Svevia nel 1229. Nel 15° secolo è soggetta alle signorie di Carlo Malatesta di Rimini prima e di Francesco Sforza poi. Nel 1500 ritorna sotto il controllo papale, dove resterà, salvo la parentesi napoleonica, fino all’unificazione del Regno d’Italia nel 1861.
Castelfidardo è nota soprattutto per l’ultima e più importante battaglia del Risorgimento (1860) e perché qui Paolo Soprani fondò nel 1863 una fabbrica di fisarmoniche, che ben presto avrebbe trasformato Castelfidardo nella capitale mondiale della fisarmonica. A questa antica tradizione è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica che consente di seguire le fasi evolutive dello strumento musicale, la classificazione e tutti i personaggi che tramandano il mestiere artigianale. Da visitare anche Il Palazzo Comunale, la Collegiata di Santo Stefano, il Museo del Risorgimento, il Monumento alla Battaglia di Castelfidardo, che ricorda la vittoria dei piemontesi sulle truppe pontificie. Da non perdere, tra gli eventi musicali organizzati ogni anno, il Premio Internazionale della Fisarmonica (PIF; Info) che si svolge nel mese di ottobre e la Festa Europea della Musica nel mese di giugno. Castelfidardo, raggruppata con pianta allungata sulla cima di uno sperone di roccia e parzialmente circondata da mura medievali, si affaccia da un lato sulle fertili terre pianeggianti create dai depositi alluvionali del fiume Musone, dall’altro sulle pendici del promontorio del Conero. La Selva di Castelfidardo è un’Area Floristica Protetta riconosciuta, in cui opera l’omonimo Centro di Educazione Ambientale, che organizza progetti didattici, escursioni, visite guidate, gite scolastiche.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

La Fisarmonica
trattoria marchigiana, poco fuori dal centro, con spazi all’aperto

Il Mattarello
osteria tradizionale in centro

I cugini
cucina tradizionale poco fuori dal centro storico

La Grotta
pizzeria in centro, ambiente rustico

Pippo
pizzeria in centro

O’Brian
pub in centro

Bar La Centrale
in centro

La Castellana
gelateria

Hotel Parco
davanti al Parco delle Rimembranze

Note di Rame
appartamenti in centro

Klass Hotel
tra Castelfidardo e il Parco del Conero
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LORETO

Il paese di Loreto si è sviluppato intorno alla celebre basilica, che è da secoli uno dei più importanti centri della cristianità. Secondo la tradizione cristiana, la chiesa ospiterebbe al suo interno, protetta da una sorta di scrigno di marmo, la Santa Casa di Nazareth, dove Maria sarebbe nata e avrebbe ricevuto l’annuncio della nascita di Gesù. Alcuni studi sullo stile architettonico e i materiali di costruzione indicano che in effetti la provenienza della casa potrebbe essere la Palestina.
Se questi studi venissero confermati, è probabile che nel 1291, con Nazareth e tutta la Palestina sotto il dominio dei Mamelucchi, la Santa Casa sarebbe stata trasportata da cavalieri crociati prima in Dalmazia, rimanendo per circa tre anni a Tersatto (Trsat, ora un quartiere della città di Fiume, in Croazia), per poi giungere nelle Marche e sostare in un primo tempo nei pressi di Ancona, in seguito a Porto Recanati e infine sulla cima di una collina (il monte Prodo), sulla strada che da Recanati va al suo porto. Il nome Lauretum deriva dal termine latino laurus, poiché la collina era coperta di lauri. Secondo la tradizione cristiana, la Casa sarebbe arrivata a Loreto la notte del 9-10 dicembre del 1294. Ancora oggi molti loretani celebrano la ricorrenza accendendo fuochi (fogaró) sulle colline circostanti.
Soggetta a Recanati nei primi secoli della sua storia, nel 1586 Loreto è elevata a città da Papa Sisto V, che di fatto ne sancisce l’indipendenza. Nei secoli successivi, l’importanza della città cresce e la sua Basilica diventa uno dei più importanti luoghi della cristianità nel mondo. Per una storia di Loreto, si vedano i testi L’economia di un grande santuario (2000), Recanati in età medievale (2018) e Recanati in età moderna (2019) dello storico Marco Moroni e La Historia della Chiesa di Santa Maria De Loreto (1993).
Appuntamento imperdibile nelle Marche è sicuramente una visita alla Basilica della Santa Casa, mèta di pellegrinaggio turistico e religioso per milioni di visitatori ogni anno. I lavori di costruzione della basilica iniziano nel 1469, per iniziativa del vescovo di Recanati Nicolò De Astis e poi sotto la direzione di papa Paolo II. Mentre il primo edificio è in stile gotico, le successive modifiche rinascimentali trasformano la basilica nell’odierno capolavoro architettonico. La facciata in luminosa pietra d’Istria viene completata nel 1587, mentre il campanile è opera di Luigi Vanvitelli (1750-1755). Sotto la cupola è posizionato il sacello della Santa Casa, rivestito di marmo con statue e rilievi, capolavoro della scultura del Cinquecento. L’interno della basilica, oltre a ospitare la Santa Casa, è arricchito da una lunga serie di grandi opere artistiche: la cappella dell’annunciazione, decorata con affreschi di Federico Zuccari; le sacrestie di San Marco e San Giovanni decorate da Melozzo da Forlì e Luca Signorelli; il battistero di Tiburzio Vergelli e la Sala del Tesoro decorata dal Pomarancio. La splendida piazza è ulteriormente impreziosita dal Palazzo Apostolico e dal Palazzo Illirico nonché dalla fontana di Carlo Maderno e Giovanni Fontana. Il Museo Pontificio della Santa Casa, nel Palazzo Apostolico, conserva dipinti, sculture, arazzi e maioliche donati alla Santa Casa nel corso dei secoli. Nella raccolta dei dipinti spiccano le opere di Lorenzo Lotto, che morì a Loreto nel 1556.
È possibile partecipare alle visite guidate dei Camminamenti di Ronda: quelli che un tempo l’esercito a difesa della basilica compiva quotidianamente per sventare gli attacchi dei saraceni.
Info: Pro Loco Lauretana, +39 071 977748, info@prolocoloreto.com.
Info Loreto: www.santuarioloreto.it – www.comune.loreto.an.it
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Trattoria Norma
centro storico, cucina tipica

Osteria Lauretana
centro storico, cucina tipica

Il Re Ghiottone
centro storico, cucina tipica

Piadineria Artigianale Magritte
centro storico, ottima piadineria

Euthymia
ristorante e pizzeria subito fuori dal centro storico, cucina tipica

Ristorante Andreina
3 min macchina dal centro storico, cucina di alta qualità, stella Michelin

La Locanda del Viale
3 min macchina dal centro storico, cucina tipica

Bebo – Cantina Del Moro
ristorante, snacks, aperitivi

Casa Bruscoli
5 min di macchina dal centro storico, vicino alla stazione, ristorante tipico marchigiano-siciliano

Da Alvaro
Villa Musone, 5 min macchina dal b&b; cucina tradizionale e carni di qualità

Pretty Bar
bar e aperitivo a due passi dal centro

Caffè Salerni
Piazza della Madonna

Pasticceria Picchio
5 min macchina dal centro storico, colazioni, snack dolci e salati, aperitivi

Qualità è amore
Villa Musone, 5 min macchina dal b&b; macelleria e ristorante con carni di qualità

B&B Del Corso
bed & breakfast nel centro storico

Villa Ceresà
bed & breakfast in country house con piscina nella collina d fronte a Loreto

Case al Sole
agriturismo con piscina nella collina d fronte a Loreto
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JESI

Arroccata su una collina accanto al fiume Esino nell’entroterra anconetano, Jesi ha un elegante centro storico, con un impianto urbanistico rinascimentale circondato da imponenti mura quattrocentesche. A differenza di gran parte delle città marchigiane, fondate dai Piceni, Jesi è fondata dagli Umbri. Nel 4° secolo p.e.c. i Galli senoni invadono l’Italia settentrionale e inglobano anche Jesi tra i possedimenti celtici, dove la città rimane fino al 283 p.e.c. quando i Romani prendono il controllo di quella che diventerà Aesis.
Dopo la caduta dell’impero romano, è saccheggiata dai barbari e poi passa sotto il controllo dell’impero bizantino. Nel 751 entra nell’orbita longobarda e poi passa sotto il controllo dello Stato pontificio. Nel 1194, quando Jesi è libero Comune, nasce qui per puro caso sotto una tenda da campo nella piazza centrale Federico II di Svevia, lo stupor mundi. Divenuta filo-imperiale, combatte i guelfi e fonda una Repubblica Aesina, prima di essere nominata Città Regia. Si apre poi la stagione delle Signorie, che si chiude col ritorno sotto il controllo papale nel 1447, dove resterà, salvo la parentesi napoleonica, fino all’unità d’Italia.
Da vedere Piazza Federico II, il Museo Federico II, il Palazzo della Signoria, la Casa-Museo Colocci Vespucci, Palazzo Bisaccioni, il Teatro Pergolesi, la Chiesa di San Marco e i Musei Civici di Palazzo Pianetti, che ospitano la Galleria d’Arte Contemporanea nonché una delle più belle pinacoteche civiche di tutta la regione, nella quale sono esposti i massimi capolavori del pittore veneto Lorenzo Lotto.
Da non perdere il festival lirico Pergolesi Spontini (agosto; Info).
Jesi è il posto giusto per bere un bicchiere di Verdicchio, il famoso vino bianco noto per la bottiglia a forma di anfora, prodotto sulle colline tra Jesi e il Parco Gola della Rossa.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Hostaria Dietro le Quinte
osteria accanto al Teatro Pergolesi; tavoli nel giardino in estate

La Picca
apericena e tapas

Bardi
la più famosa pasticceria di Jesi; serve aperitivi

Hotel Mariani
subito fuori le mura
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SERRA SAN QUIRICO

Arroccato sul fianco di una collina boscosa sul confine del Parco della Gola della Rossa, il borgo di Serra San Quirico fu fondato dagli Etruschi, poi occupato dai Romani e infine distrutto dai barbari. Oggi conserva l’aspetto medievale, caratterizzato da vie strette, chiese, palazzi e una bella cinta muraria.
Da vedere le famose Copertelle (stradine coperte dalle case che corrono lungo il perimetro del borgo fino alla sommità delle mura medievali), Piazza della Libertà, la Chiesa di Santa Lucia, la Cartoteca Storica delle Marche (che custodisce 300 carte geografiche marchigiane dal 15° al 20° secolo) e la Torre del Cassero.
L’evento più importante è sicuramente la festa Paese dei Balocchi (fine luglio; Info).
Ci sono delle belle abbazie romaniche, fondate ntorno all’anno Mille, da visitare in zona, tra cui l’abbazia di Sant’Elena (disponibile anche per cerimonie e banchetti) e la bellissima abbazia di Sant’Urbano.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Le Voltarelle
bed & breakfast, country house, poco fuori dal paese

Amico Country House
country house con piscina e vista panoramica, bed & breakfast a conduzione familiare, con cucina condivisa a disposizione degli ospiti, accoglienza calorosa e servizio attento, poco fuori dal paese

Tuttaterra
bed & breakfast, country house con piscina, poco fuori dal paese

La Cerqua
bed & breakfast, country house con piscina, a nord-ovest di Serra San Quirico

Becerca Vegan
bed & breakfast, agriturismo vegano, country house, a nord di Serra San Quirico

Abbazia Valdicastro
azienda agricola ecologica, ristorante e camere in una abbazia edificata tra il 1005 e il 1009 dalla comunità monastica fondata da San Romualdo, uno dei padri della spiritualità occidentale e istitutore dell’Ordine dei Camaldolesi

Le Copertelle
ristorante in centro

Taverna Mangiafuoco
cucina tradizionale, vista panoramica, Castelplanio

Il Graditempo
ristorante e country house con piscina, a nord di Serra San Quirico; ottima cucina
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PARCO GOLA DELLA ROSSA & GROTTE DI FRASASSI

Conosciuto come il cuore verde delle Marche, il Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi è un’area incontaminata attraversata dal fiume Sentino, che in milioni di anni ha scavato una stretta e spettacolare gola. La zona è caratterizzata da numerose cavità che si addentrano nelle montagne, ottime per gli appassionati di speleologia di ogni livello, ma anche dalla presenza di caprioli, daini, cervi, volpi, lupi, cinghiali, falchi e aquile. Molte le escursioni che si snodano fra le pareti rocciose e i fitti boschi, tra cui la bella camminata al Foro degli Occhialoni.
Un gioiello nascosto nelle viscere della montagna è il Tempietto del Valadier, costruito nel 1828 all’interno di una grotta che si affaccia sul panorama mozzafiato del Parco.
Nelle vicinanze, la bella abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse, situata al centro del piccolo abitato di San Vittore e schiacciata contro il fianco della montagna, domina il paesaggio circostante dalla cima di una collina da quasi mille anni (fu edificata dai Longobardi tra il 1060 e il 1080). L’architettura è orientale, con planimetria a croce greca inscritta in un quadrato dal quale sporgono le cinque absidi e la torre di facciata; al vertice si eleva un basso tiburio ottagonale. San Vittore è un ottimo punto di partenza per varie passeggiate, offre un bel parco avventura per bambini lungo il fiume ed è ottimo punto di ristoro dopo la visita alle Grotte di Frasassi.

Da segnalare intorno al Parco, oltre a Serra San Quirico e San Vittore delle Chiuse, anche il bel borgo di Arcevia a nord.
La principale attrazione del parco è naturalmente costituita dalle stupefacenti Grotte di Frasassi, ricche di sculture naturali che lasciano il visitatore a bocca aperta. Le stalagmiti e stalattiti si sono formate ad opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni. La scoperta accidentale delle Grotte di Frasassi risale al 25 settembre 1971 ad opera del gruppo speleologico del CAI di Ancona. Tra le stalattiti e le stalagmiti più famose ricordiamo: i Giganti, il Cammello e il Dromedario, l’Orsa, la Madonnina, la Spada di Damocle (stalattite di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro), le Cascate del Niagara, l’Obelisco (stalagmite alta 15 m al centro della Sala 200), le Canne d’Organo (concrezioni conico-lamellari che se colpite risuonano), le candele nella Sala delle Candeline e il Castello delle Streghe. Le Grotte di Frasassi, con la loro temperatura interna di 14°C costanti, sono il luogo ideale per rinfrescarsi nelle torride giornate estive.

La visita guidata, che attraversa su passerelle le sale illuminate, dura circa 70 minuti. I visitatori che volessero avventurarsi in un itinerario senza passerelle né luci possono cimentarsi nel Percorso Azzurro (35€, 2h) o nel Percorso Rosso (45€, 3h), entrambi piuttosto impegnativi (cunicoli stretti, fango, arrampicata) che consentono però di rivivere l’esperienza dei ragazzi che per primi si calarono qui sotto. Per prenotare queste visite guidate chiamare con almeno due settimane di anticipo 0732 900 90. Portare una tuta da ginnastica, guanti di gomma e un cambio di abiti.
Info: www.parcogolarossa.it / www.frasassi.com
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

La Taverna di Frasassi
cucina tipica San Vittore delle Chiuse, vicino alle grotte; pasta fatta a mano, cresce ai carboni

La Scaletta
cucina tipica San Vittore delle Chiuse, vicino alle grotte

Ristorante Francesco
cucina tipica San Vittore delle Chiuse, vicino alle grotte

Da Maria
cucina tipica a Pierosara, frazione di Genga, poco a nord delle grotte

Osteria di Cerqueto
cucina tipica a Cerqueto, poco a nord delle grotte di Frasassi

Trattoria Hostaria da Marianna
cucina tipica sul versante ovest del monte Frasassi, poco oltre il Tempio di Valadier

Il Pastore Errante
appartamento Genga

Casa di mamma
casa vacanze Genga

Il Bivacco
bed & breakfast Genga
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SASSOFERRATO

Antica città romana (Sentinum) teatro della Battaglia delle Nazioni del 295 p.e.c. in cui i Romani sconfissero Galli e Sanniti. Divisa in rione Borgo (in basso) e rione Castello (in alto), si trova a nord di Fabriano ed è immersa nella natura degli appennini, tra il Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi e il Parco del Monte Cucco. Si snoda intorno alla centrale Piazza Matteotti, su cui si affacciano il Palazzo Comunale, il Palazzo dei Priori occupato dal Civico Museo Archeologico e Palazzo Oliva, con una significativa collezione d’arte, che include opere di Giovan Battista Salvi, detto “Il Sassoferrato”.
Da visitare l’importante Parco Archeologico di Sentinum e la suggestiva Rocca di Albornoz, fortezza costruita nel 1365 dal cardinale Albornoz, da cui si può ammirare un bel panorama. Ai piedi della collina su cui sorge il borgo, si può visitare Palazzo degli Scalzi, che ospita il MAM’s (Museo di Arte Moderna). Da segnalare, poco fuori dal paese, l’Abbazia di Santa Croce e il museo della Miniera di Zolfo Cabernardi.
Info: https://www.sassoferratoturismo.it/archeologia/ – http://www.sassoferratocultura.it/parco_archeologico_sentinum.htm – https://www.turismo.marche.it/it-it/Cosa-vedere/Attrazioni/Parco-Archeologico-di-Sentinum/8904
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

Da Sergio
ristorante e pizzeria in centro

La Rocca
ristorante e pizzeria in centro

La Bottega di Memory
food & wine in centro

La Taverna di Bartolo
cucina tradizionale in centro

Appartamenti turistici Vicolo S. Chiara
appartamenti nel centro storico

Raffaello Residence
aparthotel subito fuori dal centro storico

Agriturismo Podere Coldificio
farm stay con piscina poco fuori dal paese

Il Tiglio
casa vacanza poco fuori dal paese

Country House Federico I
farm stay poco fuori dal paese

Villa Rustica Le Piagge
country house a nord di Sassoferrato
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FABRIANO

Città medievale immersa nel verde, famosa in tutto il mondo per la fabbricazione di una delle carte più pregiate d’Europa, dal 2013 Fabriano è stata inserita nella lista delle Città creative dell’Unesco, nella categoria “Artigianato, arti e tradizioni popolari”, titolo riconosciuto soprattutto grazie alla produzione della carta a mano.
Nell’età del ferro si diffondono in questa zona la civiltà picena e quella umbra, mentre nel corso del 4° secolo p.e.c. vi si attestano i Galli senoni, di origine celtica. Dopo la conquista romana si sviluppano Attidium (Attiggio) e Tuficum (Albacina), che raggiungono la massima floridezza nel 1° – 3° secolo. Le invasioni barbariche dei secoli seguenti (5° – 6°) causano il lento abbandono dei due municipi. Durante i secoli 5° – 9° gli Attidiati si rifugiano in parte a sud-est verso il futuro castello di Collamato e, per la maggior parte, nella futura valle di Fabriano dove, con l’apporto di un altro popolo proveniente da Tuficum, danno vita al primo nucleo della città di Fabriano. Da qui l’appellativo “Attidium mater Fabriani”. Fabriano fa parte del Ducato di Spoleto dal 571 fino alla sconfitta dei Longobardi ad opera di Carlo Magno nel 773. Nel 1234 Fabriano diviene libero comune e avvia importanti opere architettoniche; si sviluppa anche la pittura, che raggiungerà il suo apice con Allegretto Nuzi e Gentile da Fabriano. Dal 1378 il comune è sottoposto alla signoria dei Chiavelli, cui segue un breve periodo di sottomissione a Francesco Sforza (1435-1444), finché la città viene annessa allo Stato pontificio. Fabriano rimane sotto il controllo papale fino all’unità d’Italia nel 1860, con l’eccezione della parentesi napoleonica a fine ‘700.
Da visitare il famoso Museo della Carta e della Filigrana, ma anche la Piazza del Comune, la Cattedrale di San Venanzio, la Pinacoteca Civica, la Chiesa di San Benedetto, il Museo del Pianoforte Storico e i Museo dei Mestieri in Bicicletta.
FOOD & DRINK & NIGHT STAY

La Cambora
bistrò ricavato nell’ex chiesa di san Rocco; concerti giovedì e venerdì

Taverna del Palazzo
taverna che offre piatti ricercati; musica dal vivo soft; tavoli nel cortile dell’antico palazzo in estate

Mercato Coperto
enoteca in un mercato coperto; degustazioni con prodotti dei soci della Cooperativa Agricola Mastromarino

Caffè Storelli
elegante caffè cittadino

Lo Sverso
birre artigianali e atmosfera informale

Del Podestà
bed & breakfast nel centro storico

Il Marchese del Grillo
hotel e ristorante, ricavato nella dimora del marchese rappresentato da Monicelli
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Vedi anche: